Francesca Grosso

Nasce a Roma nel 1989. Fin da bambina trova nelle forme e nei colori il modo più naturale di esprimersi. Pur rinunciando a intraprendere un percorso accademico e/o istituzionale, col passare degli anni interiorizza diverse tecniche compositive, grazie all'osservazione e allo studio approfondito degli artisti di ogni epoca. Frequenta contemporaneamente Liceo Artistico e Conservatorio, dove si diploma a pieni voti in Flauto Traverso. Dopo i diplomi consegue la laurea in Arti e Spettacolo scrivendo una tesi di Etnomusicologia sulla fonosfera della città di Roma ed elaborando graficamente partiture informali. Frequenta allo stesso tempo corsi di perfezionamento in Flauto Traverso. Ha da sempre vissuto su due strade distinte: la principale fatta di concerti, studio e insegnamento musicale, e una strada solitaria fatta di colori, riflessi, immagini del proprio mondo interiore, che solo dal 2017 ha deciso di mostrare in pubblico. Alla ricerca di una forma di linguaggio artistico in grado di completare la comunicazione e di abbattere ogni forma di separazione studia e sperimenta, nell'attività artistica così come nella didattica, forme di unione sinestetica. Le tecniche più utilizzate sono l'acrilico, l'acquerello, l'olio e i pennini a inchiostro, oltre alla sperimentazione di strumenti digitali in video. È naturalmente portata a sviluppare linguaggi diversi a seconda della diversa tecnica utilizzata, pur mantenendo una estetica unitaria. Nel 2017 il tema ricorrente delle sue opere è nella ricerca di mondi apparentemente impossibili, utopici, dove natura, spazio e tempo restano concetti relativi e a tratti privi di senso, decontestualizzati e ricondotti in una dimensione in cui sogno e realtà si confondono in un'unica visione concreta. In questa visione c'è spazio per una critica dell'esistente, che approda a un mondo possibile i cui abitanti sono finalmente liberi dalle necessità e dalle divisioni imposte dal potere, dalla società e dalla Storia. Attualmente la sua ricerca pittorica si concentra sulla rappresentazione del corpo e del gesto come manifestazione di momenti di profonda interiorità. Stati spirituali ed emozionali, astrazioni che si cristallizzano, si concretizzano nelle fragilità della forma umana, alla ricerca di un'emancipazione dalla gravità terrestre. Come illustratrice si dedica a progetti interdisciplinari ed è creatrice del progetto La Voce dei 2000.

Nel 2017 con la sua opera dal titolo La Cattiva Strada è vincitrice del Premio Fabrizio De André - Sezione Pittura.
Nel 2018 conclude la serie di opere intitolata "Mondi possibili". Viene selezionata dal magazine Parallel Vision per il progetto Paralleli. Nel 2019 si dedica alla raccolta delle interviste per La Voce dei 2000, trascrivendo i pensieri di ragazzi e ragazze inizia a dare vita ad immagini fatte di parole. Nel 2020 nasce il progetto artistico Voci dalla Quarantena in concomitanza con il periodo di lockdown in Italia. Collabora come illustratrice e disegnatrice con l'agenzia di Comunicazione e Web Marketing UVA.